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ARCHEOLOGIA COME LABORATORIO SUL TERRITORIO TRA RICERCA, DIDATTICA, CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE


- Attività a Tifernum Mataurense (Sant'Angelo in Vado - PU) -

Indagini archeologiche

La sezione di Beni culturali di questo Dipartimento, nella fattispecie il team diretto dalla prof.ssa Emanuela Stortoni, intraprende in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e con l’Amministrazione comunale di Sant’Angelo in Vado sistematiche ricognizioni per lo studio del municipio di Tifernum Mataurense (Sant’Angelo in Vado, PU) e delle forme di insediamento, estensione ed antropizzazione del relativo ager. Da quasi un ventennio annuali campagne di scavo si effettuano in diversi settori dell’antica città – Campo della Pieve, via Ghibelline e loc. Colombaro –, per indagini sull’impianto viario, urbanistico e infrastrutturale, sull’edilizia pubblica e privata. Attualmente i lavori si concentrano nell’area delle terme pubbliche, di cui è venuto alla luce l’ingresso colonnato, il canonico percorso frigidarium-tepidarium-calidarium con relativi abside e mosaici policromi figurati, la palestra e la natatio (piscina).

Sistemazione dei depositi archeologici (comunale e statale) ed  inventariazione dei singoli reperti raccolti durante lo scavo per una conoscenza, tutela e studio dei materiali tifernati

Il gruppo di studio maceratese ha svolto annuali attività di inventariazione dei materiali archeologici, raccolti durante le indagini di scavo nell’area tifernate; ha altresì recentemente sistemato il deposito archeologico presso i locali seminterrati del Palazzo Comunale, allo scopo di ordinare e riunire tutti i reperti, provenienti da scavi e ricognizioni, finora custoditi in separati depositi comunali e statali. L’operazione è stata effettuata allo scopo di organizzare, conoscere, tutelare e rendere fruibili agli studiosi tutto il materiale proveniente da Tifernum Maturense.

Restauro e conservazione

Parallelamente alle attività di ricerca a Tifernum Mataurense si effettuano costanti interventi di restauro, di conservazione e di manutenzione delle antiche strutture, grazie anche alla collaborazione di squadre di restauratori professionisti di Firenze.

Attività didattiche

Gli scavi si svolgono annualmente con l’aiuto dei laureati, laureandi, dottorandi e studenti, sia del Corso di Laurea in Beni Culturali e Turismo, sia del Corso di Laurea Specialistica in Management dei Beni Culturali, che svolgono con noi attività professionalizzanti accreditate in campo archeologico. Per favorire integrazione e arricchimento culturale le campagne di scavo sono aperte in qualità di tirocini anche ad allievi di altri Atenei, italiani e stranieri, così come a studenti diversamente abili, ai quali vengono riservate attività compatibili. Proposta in alcuni anni anche l’esperienza ‘A lavoro con gli archeologi’, rivolta in particolare agli studenti delle Scuole medie superiori, coinvolti in attività di supporto allo scavo archeologico. Le attività didattiche e scientifiche si svolgono in un piccolo Laboratorio polifunzionale, allestito a poca distanza dall’area, dove vengono effettuate attività di inventariazione, rilievo grafico e fotografico, restauro e rimessaggio dei materiali, e dove si dislocano un angolo briefing, una biblioteca di settore, una vetrina espositiva ed un bookshop.

Attività di musealizzazione, valorizzazione e comunicazione archeologica

La constatazione della considerevole valenza storico-archeologica del comprensorio di Sant’Angelo in Vado e del conseguente possibile indotto economico e turistico per la città ha spinto il team dell’Università di Macerata e gli enti, coinvolti nella convenzione, a elaborare il Progetto Tifernum Mataurense: antico municipio romano. Museo e Parco Archeologico, scaturito con la sistemazione dell’Area Archeologica di Tifernum Mataurense e con l’allestimento di parte del costituendo Museo Archeologico presso Palazzo Mercuri, dove sale espositive e didattiche propongono la ricostruzione di spazi di vita e di lavoro del mondo tifernate, come l’industria tessile e le tecniche del mosaico. Diverse altre sono le iniziative annualmente proposte per la valorizzazione del sito presso il grande pubblico, che nell’ultimo triennio hanno ottenuto il favore del grande pubblico e del personale docente delle scuole, con cui si stanno avviando progetti di collaborazione. Tra gli altri si ricorda un ciclo di eventi, destinati alla promozione del sito, dal titolo Vado per la città  antica, organizzato in estate dall’équipe dell’Università di Macerata con la collaborazione del Comune di Sant’Angelo in Vado e della Soprintendenza competente:

Facciamo il punto – incontri pomeridiani a cadenza settimanale, ogni mercoledì, nell’Area delle Terme romane in località Colombaro, per aggiornare costantemente la cittadinanza sui risultati conseguiti nell’ultima settimana durante le indagini dello scavo archeologico in corso.

La Domus del mito tra terra e cielo – incontro serale a inizio campagna di scavo nel piccolo piazzale antistante l’entrata della ‘Domus del mito’ a Campo della Pieve, per far ritrovare i miti dei pavimenti della domus tra le costellazioni celesti.

Tra le segrete stanze della domus – incontro serale a metà campagna di scavo presso il Campo della Pieve per far rivivere la vita quotidiana nella ‘Domus del mito’.

AperiTerme – incontro serale di fine scavo nell’Area delle Terme tra gli archeologi e la cittadinanza, con una passeggiata tra gli ambienti delle terme romane e con un momento di musica e degustazione enogastronomica.

I lunedì dell’archeologia – ciclo di incontri/dibattito, tenuti tutti i lunedì di luglio presso la sala di Santa Caterina delle Bastarde a Sant’Angelo in Vado, tra esperti accademici e cittadinanza su temi relativi all’archeologia, alla storia e alla valorizzazione di Tifernum Mataurense.

 

- Attività a Firmum Picenum (Fermo – FM) -

Sistemazione dei depositi archeologici (comunale e statale) ed  inventariazione dei singoli reperti per una conoscenza, tutela e studio dei materiali della raccolta comunale e statale della città di Fermo

Il gruppo di studio della prof.ssa Emanuela Stortoni, in collaborazione col Comune di Fermo e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, ha svolto attività di riscontro inventariale e/o inventariazione dei beni afferenti alla collezione archeologica comunale e alla sistemazione e censimento dei materiali archeologici (di proprietà statale) provenienti da scavi sul territorio, conservati nel deposito archeologico di Fermo. Gli obiettivi sono stati anche quelli di ricostruire la provenienza e la storia dei singoli reperti di proprietà comunale; procedere nel rilievo fotografico dei pezzi della collezione comunale e delle cassette dei beni di proprietà statale;  acquisire nuove informazioni per lo studio storico-archeologico dell’antica colonia di Firmum Picenum e pervenire ad una più puntuale conoscenza e tutela dei beni archeologici dei depositi fermani.

Allestimento del Museo archeologico Comunale di Fermo

L’équipe maceratese nella città di Fermo è attualmente impegnata nell’allestimento della sezione romana del costituendo Museo Archeologico comunale di Fermo, in collaborazione col Comune di Fermo, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e dell’Università ‘Federico II’ di Napoli.

Attività per allievi dell’Università di Macerata in uscita e in placement

La sistemazione dei depositi e l’allestimento della sezione romana del Museo della città di Fermo sono stati possibili grazie anche alla collaborazione di laureandi e laureati del nostro Dipartimento, chiamati a svolgere  attività di formazione professionale e curriculare in campo archeologico.

 

- Forme alternative di comunicazione archeologica: rappresentazioni teatrali -

Il gruppo maceratese ha inoltre concorso alla realizzazione di forme alternative di comunicazione archeologica, offrendo collaborazione e consulenza archeologica nell’ambito del Progetto La Poesia come migliore strumento di accesso alla conoscenza, svolto dal gruppo maceratese in collaborazione con la Scuola di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Camerino, che è consistito nell’ideazione, produzione e rappresentazione teatrale di drammi come quelli già sperimentati con successo tra il 2012 e il 2013 nei principali teatri antichi delle Marche e della Sicilia, intitolati Eratostene: il volto della terraAretusa, Canto delle Acque nelle Metamorfosi e avente come autore il geologo dott. Fabio Pallotta.

L’approccio è innovativo ed interdisciplinare fra la geologia, l’archeologia, la storia e la mitologia; nello spettacolo questi saperi, infatti, si fondono in un comune ed avvincente linguaggio artistico, che passa attraverso dialoghi poetici, coreografie ed armonie musicali.